L’ex vice presidente del Costa Rica ha chiamato il dibattito sul matrimonio omosessuale un vero e proprio inferno

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L’ex vice presidente del Costa Rica ha parlato di “orribile” divisione, causata nel paese durante il suo recente ciclo elettorale, e lei crede che è la colpa dei dibattiti sui diritti delle persone LGBT. Le elezioni presidenziali del Costa Rica nel 2017-18 sono state gettate nel caos, dopo che la Corte interamericana dei diritti umani (IACHR) ha stabilito che le leggi sui diritti umani richiedevano che i matrimoni omosessuali fossero legalizzati. Sulla scia della sentenza, l’estremo evangelico Fabricio Alvarado Muñoz è emerso dal sesto posto al favorito per la carica del presidente, sostenuto con una feroce campagna anti-LGBT e la promessa di revocare la causa. Il candidato anti-gay è stato sconfitto dal centrista Carlos Alvarado Quesada nel ballottaggio finale del 1 aprile, con il 60.59 percento a favore e il 39.41% contro – ma la comunità LGBT del paese pensa ancora che sia stato un periodo terribile nella storia del paese. “Abbiamo superato le elezioni in Costa Rica, è il paese è stato diviso a metà. Era questo il problema. Non parlavamo di tasse o d’infrastrutture o di povertà, parlavamo di diritti dei gay, sì o no? Era come un referendum sui diritti gay. Abbiamo vissuto la tortura durante quei mesi, perché, per la prima volta nel mio paese, le persone gay avevano paura. Era odioso”, ha detto Ana Helena Chacón Echeverría, l’ex vice presidente e la prominente sostenitrice dei diritti LGBT nel paese.

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