I rifugiati LGBT hanno affrontato le minacce di morte, quando hanno provato di celebrare Orgoglio nei campi

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Il campo profughi di Kakuma in Kenya accetta alcuni rifugiati, per lo più da quei paesi africani, dove essere LGBT è fuorilegge o socialmente perseguitato. Così come molte altre persone LGBT in questo mondo, questi rifugiati erano consapevoli della tradizione a festeggiare il Mese dell’Orgoglio LGBT in giugno ed anche loro stessi hanno voluto celebrare l’Orgoglio. Tuttavia, per usare un eufemismo, non è andata bene. Subito dopo la celebrazione, uno degli organizzatori del Pride ha notato un cartello che era stato messo ben in vista su una delle bacheche del campo. Il messaggio scritto a mano, esigeva che i rifugiati LGBT lasciassero il campo, avvisando che se avessero rifiutato di farlo sarebbero stati uccisi. Un portavoce di Refugee Flag Kakuma ha detto che non è il primo caso di violenza nel campo, e due persone — una lesbica e una persona transgender — soffrono di più rispetto agli altri. L’organizzatore del Pride, Wamalabashier Gibson, ha spiegato: “Le persone sono molto chiuse, non vogliono farsi vedere per motivi di sicurezza e di protezione. Così, quando dico che siamo la voce di quelli senza voce, siamo noi che dobbiamo uscire a dire alla gente che non causiamo nessun danno e siamo esseri umani”.

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